CLINICA E TERAPIA

Colpa interpersonale, vergogna e psicopatologia.

Traduzione di M. Garuglieri

Background teorico
Il significato della colpa e della vergogna in relazione alla psicopatologia è attualmente un soggetto molto dibattuto nella letteratura sia clinica che di ricerca. Prima degli anni Settanta la colpa era normalmente considerata il più importante fattore che contribuiva alla patologia ed allo stress emotivo (Freud, 1923, 1926, 1940; Klein, 1948; Modell, 1965, 1971). Sebbene i primi psicoanalisti considerassero la vergogna di solito in termini di umiliazione, è solo in anni recenti che la vergogna ha cominciato ad essere considerata come un'emozione centrale nella psicopatologia. A partire dal lavoro di Helen Bloch Lewis (1971) e Kohut (1971) e col sostegno dei teorici relazionali, intersoggettivi e delle relazioni oggettuali la vergogna è stata descritta come "la dormiente in psicopatologia" (Lewis, 1987) e la colpa è stata posta in secondo piano.
L'attribuzione alla colpa di un ruolo minore in psicopatologia può essersi verificato in reazione alla classica definizione di colpa. Nella visione psicanalitica tradizionale, la colpa viene fatta derivare dal desiderio inconscio di far del male agli altri, ed è motivata dall'invidia, dalla gelosia, dalla rabbia e dall'odio. Secondo questa visione le persone sono motivate da pulsioni antisociali e lo sviluppo del Super-Io o coscienza si realizza con difficoltà. Ad ogni modo, i recenti sviluppi della scienza sociale e biologica hanno condotto ad una ridefinizione della colpa e, vista in una nuova prospettiva, questa emozione può tornare ad occupare una posizione centrale nella comprensione della psicopatologia. Influenzati dalla prospettiva etologica, sociale ed evoluzionista sul comportamento umano suggerita nel lavoro di Bowlby (1969) ed altri, stimolati da un ampio insieme di lavori empirici e teorici che includono studi sull'altruismo, sull'empatia, di biologia evolutiva, di psicologia evolutiva e di psicoanalisi, molti ricercatori e clinici sono arrivati a definire la colpa come un'emozione orientata interpersonalmente, basata sul bisogno di mantenere legami affettivi con gli altri (Batson, Fultz e Schoenrade, 1987; Baumeister et. al., 1994; Eisenberg e Strayer, 1990; Hoffman, 1981, 1987; Jones et. al, 1994, 1995; Modell, 1965, 1971; Neiderland, 1961, 1981; Plutchik, 1987; Sampson, 1986; Weiss, 1983, 1986; Zahn-Waxler e Kochanska, 1990). In contrapposizione alla visione tradizionale nella quale la colpa è collegata al desiderio inconscio di danneggiare gli altri, la prospettiva interpersonale fa derivare la colpa dall'altruismo e dalla paura di danneggiare gli altri. Questa visione della colpa è collegata alla tendenza di una persona a provare empatia per le sofferenze degli altri, ad essere fortemente coinvolta nel benessere degli altri e nel mantenimento di legami affettivi. La colpa interpersonale è un meccanismo adattativo nel suo ruolo nel mantenimento delle relazioni sociali. Può comunque diventare non-adattativa quando è eccessiva, irrazionale, e può condurre a grandi angosce, inibizioni e psicopatologia.
La colpa basata sulla paura che una persona ha di danneggiare gli altri nel perseguire i propri fini può esser divisa in alcuni tipi di colpa distinti e non di meno collegati. Di particolare importanza sono la colpa del sopravvissuto e la colpa di separazione; ambedue implicano un esagerato senso di responsabilità verso gli altri. Freud si è riferito alla colpa del sopravvissuto in seguito alla morte di suo padre, in una lettera a Wilhelm Fliess, nella quale notava "quella tendenza all'autorimprovero che la morte invariabilmente provoca nei sopravvissuti"
(Freud, 1896; cit. in E. Jones , 1960). La colpa del sopravvissuto è stata descritta da Neiderland come uno stato psicologico comune a coloro che si erano salvati dai campi di prigionia della Seconda Guerra Mondiale (Nei-derland, 1961, 1981). L'Autore ha constatato che questi sopravvissuti soffrivano di sensi di colpa per essere sopravvissuti a persone amate che erano state uccise nei campi; li ha descritti come persone che soffrivano di depressione, ansia, sintomi somatici, disturbi del sonno, e che si comportavano come se esse stesse fossero morte.
Alcuni anni più tardi, Arnold Modell (1965, 1971) si è occupato della colpa inconscia collegata alla paura di far del male agli altri, in particolare colpa del sopravvissuto e colpa di separazione. Ha applicato il concetto di colpa del sopravvissuto a traumi meno catastrofici frequenti in una vita familiare disturbata ed ha descritto pazienti che si inibiscono il successo o che si impegnano in comportamenti autodistruttivi in risposta alla colpa inconscia nei confronti di un membro della famiglia che ritengono sia in condizioni peggiori di loro stessi. Egli ha sostenuto che le persone hanno "un sistema inconscio di contabilità, cioè un sistema che tiene conto della distribuzione dei "beni" disponibili all'interno di una data famiglia nucleare, cosicché il destino attuale di altri membri della famiglia determinerà la quantità di beni che si possiedono. Se il destino è stato sfavorevole con altri membri della famiglia, il sopravvissuto può provare colpa poiché ha ottenuto una quota maggiore di beni di quanta gliene sarebbe spettata" (Modell, 1971, pag. 340).
Un altro tipo di colpa collegato discusso da Modell è la colpa di separazione che descrive come "la convinzione di non avere diritto alla vita.... Poiché il diritto ad una vita in effetti significa il diritto ad un esistenza separata" (Modell, 1965, pag. 328).
La teoria cognitiva interpersonale del funzionamento mentale e della psicopatologia sviluppata da Joseph Weiss (1983, 1986, 1993) pone particolarmente l'accento sulla colpa interpersonale - colpa collegata alla paura di far del male agli altri- come un'emozione primaria associata ad angoscia ed inibizione psicologica. Secondo Weiss, la psicopatologia è derivata da convinzioni patogene che si sviluppano in risposta ad esperienze difficili o traumatiche dell'infanzia. I pensieri patogeni avvertono una persona che, se tenta di perseguire normali obiettivi evolutivi, danneggerà se stessa o, cosa anche più
importante, qualcuno che ama, come un genitore, un fratello o un'altra persona significativa. Questi pensieri patogeni che predicono un danno per altri fanno sorgere la colpa; se qualcuno allora tenta di perseguire questi normali obiettivi, o perfino immagina di perseguirli, soffre di colpa, vergogna, ansia e paura. Sulla base della teoria di Weiss le persone sviluppano inibizioni patogene in risposta a queste convinzioni, nel tentativo di evitare o minimizzare la colpa che è la paura di fare male agli altri. Weiss considera questo una questione centrale anche quando una persona sembri essere più preoccupata di proteggere se stessa. Per esempio, persone che sono state trascurate o punite duramente dai loro genitori spesso si convinceranno di meritare di essere punite o trascurate al fine di mantenere l'autorità del genitore (Weiss, 1993). Esse soffrono di sentimenti di vergogna ed accettano l'odio del genitore nei loro confronti; questa arrendevolezza serve a proteggerle dal sentimento di colpa che potrebbero provare nel caso sfidassero le opinioni dei genitori. Weiss ritiene così che tanto la vergogna che la colpa siano rilevanti per la psicopatologia, e spesso strettamente connesse.

Ricerca empirica su colpa, vergogna, psicopatologia
Il dibattito sull'importanza relativa della colpa come opposta alla vergogna è stato recentemente analizzato quantitativamente, usando una serie di misurazioni di auto-somministrazione di colpa e vergogna. Questi studi empirici differiscono nelle loro conclusioni sulla importanza relativa della colpa e della vergogna per la psicopatologia (Harder, Cutler e Rockert, 1992; Harder, 1995; Jarrett e Weissenburger, 1990; Klas, 1987; Menaker, 1995; O'Connor, Berry, Weiss, Bush e Sampson, in stampa; Tangney e Fischer, 1995; Tangney, Wagner e Gramzow, 1992). In uno studio di convalida dello sviluppo di una misura di auto-somministrazione di colpa, la Situational Guilt Scale (SGS), che è stata progettata per valutare un'ampia gamma di esperienze di colpa che si verificano spontaneamente senza riferimento diretto ad atteggiamenti morali, Klas (1987) ha trovato che l'SGS si correla significativamente con il Depressive Experiences Questionnaire (Blatt, D'Afflitti e Quinlan, 1975). Jarrett e Weissenburger (1990) hanno anche trovato che soggetti non psicotici con diagnosi di depressione hanno punteggi significativamente elevati quando comparati ai controlli sul punteggio totale di colpa dell'SGS e sulle tre sottoscale dell'SGS, Danno Interpersonale, Violazione della Norma e Incapacità di Autocontrollo. I punteggi totali di colpa per tutti i soggetti si sono correlati con tre misure di depressione, la Hamilton Rating Scale ( Hamilton, 1960), la Inventory for Depressive Symptomatology (Rush, Giles, Schlesser, Fulton, Weissenburger e Burns, 1986) e la Beck Depression Inventory (Beck, 1972). Così questi studi che hanno usato questa particolare misurazione sembrano suggerire che la colpa sia davvero correlata alla depressione.
In una serie di studi (Tangney, Wagner e Gramzow, 1992; Tangney, Burggraf e Wagner, 1995) che hanno usato la Self Conscious Affect and Attribution Inventory (SCAAI) e la versione rivista dello SCAAI, il Test of Self-Conscious Affect (TOSCA), Tangney ed i suoi colleghi hanno sostenuto che la colpa sembra essere correlata meno della vergogna alla psicopatologia come misurata da una serie di indici. Quando hanno controllato per la varianza condivisa tra vergogna e colpa, la colpa era correlata in modo trascurabile o perfino negativamente alla psicopatologia mentre la vergogna continuava ad essere altamente correlata a tutte le sottoscale della Symptom Checklist-90 (Derogatis, Lipman e Covi, 1973), sia con l'Ansia di Tratto che con l'Ansia di Stato, con la Beck Depression Inventory (Beck, 1972) e con la maggior parte delle sottoscale dello Attributional Style Questionnaire (ASQ: Selingman, Abramson, Semmel e von Bayer, 1979).
Harder, Cutler e Rockert (1992) riportano conclusioni che differiscono da quelle di Tangney. Usando la sottoscala Vergogna della Adapted Shame and Guilt Scale (ASGS), sviluppata da Hoblitzelle (1987), il Personal Feelings Questionnaire-2 (PFQ-2: Harder e Lewis, 1987), e la Symptom Checklist-90 (SCL-90: Derogatis, Lipman e Covi, 1973), hanno trovato che colpa e vergogna erano entrambe correlate in modo significativo con vari sintomi ed erano di importanza grosso modo uguale per il punteggio globale riassuntivo come definito dal Global Severity Index dello SCL-90 così come dal Positive Symptom Total. Comunque mentre hanno trovato che la sottoscala Colpa del PFQ-2 era altamente correlata con ogni sottoscala sintomatica nell'SCL-90, la vergogna, misurata dall'ASGS, è stata trovata altamente correlata con tutte le sottoscale salvo due, Paranoia e Ostilità/Rabbia. Controllando per la varianza condivisa tra vergogna e colpa il campione di correlazioni ha mostrato un insieme differenziato di relazioni tra vergogna, colpa e sintomatologia. La vergogna, ma non la colpa, era correlata significativamente con Depressione, Ansia Ossessivo-Compulsiva e Ansia Fobica; la colpa, ma non la vergogna, era correlata significativamente con Somatizzazione, Ostilità-Rabbia e Psicoticismo. Sia vergogna che colpa erano significativamente correlate con la Sensibilità Interpersonale e con le due misure sintomatiche riassuntive, il Global Severity Index (GSI) e il Positive Symptom Total (PST).
Hoblitzelle (1987) ha fatto una relazione su due studi dedicati al rapporto tra vergogna, colpa e depressione. In ambedue gli studi, la maggior parte delle misure della vergogna erano correlate in modo significativo con la depressione, ma un'associazione tra colpa e depressione non è stata stabilita in modo coerente. Nello Studio 1 la Colpa di Ostilità, come misurata dal Mosher Guilt Inventory (1966), si correlava con la depressione mentre le sottoscale di Coscienza Morale e di Colpa Sessuale non lo facevano. Né il punteggio fattoriale di Colpa dell'ASGS né il punteggio fattoriale di Colpa del Beall Shame-Guilt Test erano significativamente correlati con la depressione. Nello Studio 2, la sottoscala Colpa dell'ASGS era significativamente correlata con due misure di depressione; anche il Perceived Guilt Index (Otterbacher e Munz, 1973) si correlava significativamente con entrambe le misure di depressione; comunque il Beall Shame-Guilt Test non si correlava con alcuna misura di depressione.
Le conclusioni apparentemente contraddittorie descritte in questi studi possono riflettere le differenze nei costrutti particolari usati nella misurazione della colpa, così come differenze nei formati specifici di test utilizzati nelle misure correlate. Tangney definisce la colpa come un sentimento di imbarazzo correlato al senso di aver fatto qualcosa di sbagliato per cui si può supporre una punizione. Ciò contrasta con la sua definizione della vergogna nella quale le persone sentono che c'è qualcosa di globalmente sbagliato in loro, in contrapposizione al fare qualcosa di sbagliato come nella colpa. Queste definizioni sono riflesse nei suoi questionari di simulazione nei quali si chiede ai soggetti di reagire a una situazione così come essi potrebbero reagire. Nelle simulazioni di colpa, Tangney et al. hanno fornito scelte essenzialmente adattative da valutare sulle scale di Likert, mentre nelle simulazioni di vergogna hanno fornito scelte meno adattative da sottoporre a valutazione. In realtà, una precedente ricerca autorizza a pensare che Tangney stia essenzialmente descrivendo e misurando colpa adattativa, che è stata trovata essere correlata in modo significativo con empatia e buon adattamento sociale (Tangney, Wagner e Gramzow, 1992; Tangney, 1991, 1995). La colpa come misurata dal PFQ-2 non è specifica del contesto e si basa sulle interpretazioni proprie dei soggetti di parole che provocano emozione. È probabile che una simile struttura del test sia suscettibile di una tendenza generale all'auto-denigrazione (un aspetto della vergogna) che potrebbe condurre a difficoltà nel differenziare le auto-compilazioni di sentimenti negativi che Harder nota.
Nel tentativo di indagare ulteriormente la relazione tra colpa e psicopatologia, O'Connor (1995) e O'Connor, Berry, Weiss, Bush e Sampson (in stampa) hanno sviluppato una misura di colpa basata teoricamente e clinicamente rilevante, lo Interpersonal Guilt Questionnaire, che è sia specifico al contesto che correlato alla colpa maladattativa, irrazionale o eccessiva relativa alla paura di far del male agli altri. La misura è stata concepita per valutare i tipi di colpa messi in luce nella teoria di Weiss e non specificamente misurati dagli strumenti esistenti. Include le sottoscale di colpa del sopravvissuto, colpa di separazione, colpa da responsabilità onnipotente, che valutano direttamente la paura di far male agli altri, e di colpa da odio nei confronti di sé, che si collega ad un generale senso di cattiveria ed è indirettamente correlata alla colpa interpersonale.
La colpa del sopravvissuto è caratterizzata dalla convinzione patogena secondo cui perseguendo obiettivi normali e ottenendo successo e felicità si farà sì che le persone amate soffrano semplicemente per il confronto. Questa sottoscala contiene voci come "Occulto o minimizzo il mio successo"; "Sono depresso per la gente infelice"; "Mi mette a disagio riceve un trattamento migliore della gente con la quale mi trovo"; "Mi sento a disagio a parlare dei miei successi in situazioni sociali".
La colpa di separazione è caratterizzata dal pensiero patogeno che separarsi o essere diversi dalle persone amate le danneggerà e che costituisca un atto di slealtà. Questa sottoscala include voci come "Sento che brutte cose possono capitare ai miei familiari se non sto in stretto contatto con loro"; "Mi sento a disagio se ho pensieri critici nei confronti dei miei genitori"; "Preferisco fare le cose nel modo in cui i miei genitori le fanno"; "Sono molto riluttante ad esprimere un'opinione che differisca dalle opinioni sostenute dalla mia famiglia o dai miei amici"; "Mi sento a disagio quando faccio cose diversamente da come le fanno i miei genitori".
La colpa da responsabilità onnipotente implica un eccessivo senso di responsabilità e di sollecitudine per la felicità e il benessere di altri. Persone che provano colpa del sopravvissuto e/o colpa di separazione invariabilmente provano colpa da responsabilità onnipotente. Comunque, ci sono casi in cui una persona può sentirsi responsabile in modo onnipotente per gli altri senza specificamente provare colpa del sopravvissuto o di separazione. Questa sottoscala include voci come "È molto difficile per me cancellare dei programmi se so che l'altra persona non vede l'ora di vedermi"; "Non posso sopportare l'idea di ferire qualcun altro"; "Mi preoccupo parecchio per i miei genitori, o figli, o fratelli"; "Spesso mi trovo a fare ciò che qualcun altro vuole che io faccia piuttosto che fare ciò che più mi farebbe piacere"; "Nelle riu-nioni sociali mi sento responsabile per la gente che non riesce ad allacciare una conversazione con altri".
La quarta sottoscala, Colpa da odio nei confronti di sé, è una forma di colpa estrema e maladattativa che può verificarsi nel tentativo di conformarsi a genitori severi, inclini alle punizioni o negligenti. Teoricamente è collegata alle altre forme di colpa per il fatto che le persone accettano questa visione estremamente negativa di sé per mantenere un contatto con i loro genitori o con altre persone amate; possono anche provare questo tipo di colpa nello sforzo di evitare la colpa del sopravvissuto. La sottoscala di Colpa da odio nei confronti di sé contiene voci del tipo "Se mi capita qualcosa di negativo penso che me lo sono meritato"; "Do sempre per scontato di essere in errore se qualcosa va storto"; "Non merito il rispetto o l'ammirazione degli altri"; "Se fallisco in qualcosa condanno me stesso e desidero farmi del male".
Meehan, O'Connor, Berry, Weiss, Morrison e Acampora (in stampa) hanno somministrato una versione pilota a 45 voci dello IGQ (IGQ-45) insieme ad altre misurazioni di colpa, vergogna e depressione, ad un campione di 110 soggetti in via di guarigione in un programma di trattamento con farmaci. Le coerenze interne (alfa di Cronbach) per tutte le sottoscale erano sufficienti, oscillando da .67 per Colpa di Separazione a .85 per Colpa da Odio nei Confronti di Sé. Oltre allo IGQ ed alle sottoscale Colpa e Vergogna del Test di Self Conscious Affect, sono stati usati il Guilt Inventory sviluppato da Kugler e Jones (1992) e il Beck Depression Inventory. I risultati hanno indicato una significativa correlazione tra la depressione e le sottoscale di Colpa del sopravvissuto e di Colpa da odio nei confronti di sé dello IGQ-45, le sottoscale di Colpa di Stato e Colpa di Tratto del GI e la sottoscala Vergogna del TOSCA. Come in studi precedenti, la sottoscala di Colpa del TOSCA non ha mostrato correlazioni con la depressione.
La relazione tra colpa e depressione è stata esaminata in un altro studio, che ha usato una versione revisionata e psicometricamente migliorata dello IGQ (IGQ-67: O'Connor, 1995; O'Connor e altri, in stampa). Questo test insieme al GI, al TOSCA ed al BDI è stato somministrato a un campione di 111 studenti di un istituto universitario. Ne è risultato che tutte le sottoscale dello IGQ-67, le sottoscale di Colpa di Tratto, Colpa di Stato e Standard Morali del GI e le sottoscale Colpa e Vergogna del TOSCA si correlavano significativamente con la depressione. La varianza condivisa con la vergogna è stata esclusa da tutte le misurazioni di colpa e i residui sono stati correlati con la depressione in modo da produrre misurazioni "libere da vergogna". Tutte le misurazioni di colpa hanno continuato ad essere significativamente correlate con la depressione, con l'eccezione delle sottoscale del TOSCA, un esito coerente con precedenti risultati di Tangney. La vergogna però, quando la sua varianza condivisa con le varie scale di colpa veniva esclusa, non era più significativamente correlata con la depressione, salvo quando la sua varianza condivisa con la colpa come misurata dal TOSCA e con gli standard morali veniva eliminata. La vergogna non era correlata significativamente con la depressione quando veniva eliminata la sua varianza condivisa con l'una o l'altra delle sottoscale di colpa, incluse la Colpa del Sopravvissuto, la Colpa di Separazione, la Colpa da Odio nei Confronti di Sé, la Colpa di Tratto e la Colpa di Stato. La correlazione della vergogna con la depressione, dopo che era stata eliminata la varianza condivisa con la Colpa da Onnipotenza, si avvicinava alla significatività (p= .07).
Un altro studio collegato ha esaminato colpa, vergogna e stile attributivo con la premessa che uno stile esplicativo pessimistico sia indicativo di una predisposizione alla depressione (Menaker, 1995). In un'analisi su 67 studenti di un istituto universitario basata sullo Attributional Style Questionnaire (ASQ), sullo IGQ-67, sul TOSCA e sul GI, Menaker ha trovato che uno stile attributivo globalmente ottimistico era correlato in modo significativamente negativo con le sottoscale Vergogna e Colpa del TOSCA e con le sottoscale dello IGQ-67, cioè Colpa del Sopravvissuto, Colpa di Separazione, Colpa da Onnipotenza e Colpa da Odio nei Confronti di Sé. Nessuna delle sottoscale del GI aveva una correlazione significativa con l'ottimismo. Nell'esame della sottoscala degli eventi positivi sullo ASQ è stato trovato che soltanto le sottoscale Colpa del Sopravvissuto, Colpa da Responsabilità Onnipotente e Colpa da Odio nei Confronti di Sé dello IGQ-67 erano correlate in modo significativamente negativo con ottimismo per eventi favorevoli. La Colpa di Separazione si è avvicinata alla significatività (p= .051). Comunque, relativamente agli eventi negativi, è stato trovato che la sottoscala Vergogna del TOSCA, la sottoscala Colpa del TOSCA e la sottoscala Colpa da Responsabilità Onnipotente dello IGQ-67 sono correlate in modo significativamente positivo con uno stile pessimistico per eventi negativi. Questo studio suggerisce che uno stile esplicativo depressivo e la tendenza associata alla depressione sono così altamente associati con la colpa, e in modo particolare quando ci si concentra sullo stile esplicativo per eventi positivi. D'altro canto, in questo studio la vergogna sembra essere più collegata ad uno stile esplicativo per eventi negativi.

Questo studio aveva come obiettivo di esaminare ulteriormente la relazione tra psicopatologia, vergogna e i tipi di colpa interpersonale misurati dello IGQ-67. Per esaminare i contributi differenziali della vergogna e di questi tipi di colpa a una varietà di sintomi, questo studio ha usato il Brief Symptom Inventory (BSI: Derogatis, 1993), che è una versione abbreviata del Symptom Checklist-90. Seguendo la teoria della psicopatologia sviluppata da Weiss, è stato previsto che la Colpa del Sopravvissuto si sarebbe correlata fortemente a sottoscale specifiche del BSI: Ossessivo Compulsivo, Depressione, Fobie, Ostilità, Paranoia, Somatizzazione, Psicoticismo. La teoria di Weiss suggerisce che le persone che soffrono di colpa del sopravvissuto cercano di "equilibrare il punteggio", cioè cercano di mettere gli altri avanti a loro stesse, tenendosi indietro in una serie di modi. Questi possono includere sentimenti di depressione, pensiero ossessivo, comportamenti compulsivi, pensieri terrorizzanti comuni a condizioni fobiche e somatizzazione. Questa teoria suggerisce anche che rabbia e ostilità siano spesso secondarie a sentimenti di colpa correlati alla paura di far male agli altri;la rabbia cioè può essere spesso una difesa contro la colpa. Collocandosi nell'attuale dibattito sul contributo relativo di vergogna e colpa e sui risultati contraddittori discussi in letteratura, questo studio tenta di riesaminare i differenti ruoli di vergogna e colpa, usando una misura che esplicitamente valuti la colpa definita come un sentimento di imbarazzo che mette a disagio, collegato alla paura di far male agli altri.

Metodi
Soggetti
Nello Studio 1 i soggetti erano 223 studenti di un istituto universitario di una grande università statale che hanno partecipato per credito di classe. Tra essi vi erano 94 (42.9%) uomin,e 125 (57.1%) donne, e 4 che non hanno dichiarato il genere. L'età media dei soggetti era di 20.1 anni (DS = 3.5), con il più giovane di 17 e il più vecchio di 43. Dal punto di vista etnico i soggetti includevano 53 (24.2%) Euro-Americani; 19 (8.7%) Afro-Americani; 107 (48.9%) Asiatico-Americani; 2 (1%) Americani nativi; 35 (15.9%) Latino Americani; 3 (1.4%) altri. Di quei soggetti che hanno dichiarato la confessione religiosa, 81 (38%) erano Cattolici Romani; 55 (25.7%) Protestanti; 4 (1.9%) Ebrei; 32 (15%) Buddisti; 1 (0.5%) Musulmani; 6 (2,8%) Induisti; 32 (15%) nessuna confessione; e 2 (1%) mista.
Nello Studio 2, i soggetti erano 61 studenti di un istituto universitario di una grande università statale chehanno partecipato per credito in un corso di psicologia. I soggetti includevano 21 (34.4%) uomini e 40 (65.6%) donne, con un'età media di 19.8 anni (DS= 2.4), con un'oscillazione compresa tra i 18 e i 29 anni. Dal punto di vista etnico i soggetti erano 10 (16.7%) Euro-Americani; 17 (28.3%) Asiatico-Americani; 4 (6.7%) Afro-Americani; 11 (18.3%) Filippino-Americani; 11 (18.3%) Latino-Americani; 1 (1.7%) Americani nativi; e 6 (10%) altri. Quanto alle religioni dichiarate erano inclusi 24 (42.1%) Cattolici Romani; 1 (1.8%) Protestanti; 2 (3.5%) Ebrei; 6 (10.5%) Buddisti; 1 (1.8%) Induista; 14 (24.6%) altre; e 9 (15.8%) nessuna confessione.

Strumenti
Gli studi di cui si riferisce qui erano parte di più ampie ricerche sulla relazione tra colpa maladattativa, vergogna e esperienze di vita. Gli strumenti di misura inclusi nello Studio 1 comprendevano lo Interpersonal Guilt Questionnaire-67 (IGQ-67: O'Connor, 1995; O'Connor, Berry, Weiss, Bush e Sampson, in stampa), il Test of Self-Conscious Affect (TOSCA: Tangney, 1990; Tangney, Wagner e Gramzow, 1992), il Guilt Inventory (GI: Kugler e Jones, 1992); ed il Brief Symptom Inventory (BSI: Derogatis, 1993). Gli strumenti di misura usati nello Studio 2 includevano lo IGQ-67, il TOSCA, il Beck Depression Inventory (BDI: Beck, 1972), ed il Self-Esteem Inventory (SEI: Coopersmith. 1993).
Lo Interpersonal Guilt Questionnaire-67 (IGQ-67: O'Connor, 1995; O'Connor, Berry, Weiss, Bush e Sampson, in stampa) è un questionario di auto-somministrazione a 67 voci che ha il fine di valutare quattro tipi di colpa collegati a paura di far del male agli altri; le quattro sottoscale dello IGQ-67 sono: Colpa del Sopravvissuto (22 voci), Colpa di Separazione (16 voci), Colpa da Responsabilità Onnipotente (14 voci) e Colpa da Odio nei Confronti di Sè (15 voci). Le risposte alle voci sono date su una scala a 5 punti del tipo di Likert, e i punteggi della sottoscala sono la somma delle risposte alle voci per quella sottoscala (alcune voci hanno punteggi negativi). Le coerenze interne (coefficienti alfa di Cronbach) per le sottoscale sono state determinate da alcuni studi precedenti e hanno variato da .82 a .85 per Colpa del Sopravvissuto, da .82 a .83 per Colpa di Separazione, da .74 a .83 per Colpa da Responsabilità Onnipotente, e da .84 a .87 per Colpa da Odio nei Confronti di Sè (O'Connor, Berry, Weiss, Bush e Sampson, in stampa; Menaker, 1995). In questi studi, i coefficienti alfa ottenuti erano i seguenti: Colpa del Sopravvissuto, .76 e .84; Colpa di Separazione, .73 e .76; Colpa da Responsabilità Onnipotente, .73 e .71; e Colpa da Odio nei Confronti di Sè, .89 e .86.
Il Test of Self-Conscious Affect (TOSCA: Tangney, 1990; Tangney, Wagner e Gramzow, 1992) è una misura di auto-somministrazione a 45 voci degli aspetti cognitivi, affettivi e comportamentali di vergogna, colpa, espressione di biasimo, distacco/indifferenza e orgoglio. Il TOSCA venne strutturato in seguito al Self Conscious Affect and Attribution Inventory (SCAAI: Tangney, Burggraf, Hamme e Domingos, 1988), che venne rivisto perché fosse adatto ad una più ampia popolazione adulta. Le voci dello SCAAI vennero concepite dai ricercatori per essere applicate a una popolazione di istituti universitari, mentre quelle nel TOSCA sono state prodotte da popolazioni sia di istituti universitari sia esterne. Il TOSCA è una misurazione carta-e-penna che consiste di dieci scenari negativi e cinque scenari positivi, e scelte di risposta su scale del tipo Likert a 5 punti che riflettono le dimensioni descritte sopra. Questi studi riguardano soltanto le sottoscale Vergogna e Colpa del TOSCA. In questa misurazione è considerata inclinazione alla vergogna una tendenza a fare valutazioni globali negative del sé nel suo insieme; la colpa è considerata come una tendenza a fare autovalutazioni negative su specifici comportamenti limitati nel tempo e nello spazio. Analisi preliminari di attendibilità e di validità hanno mostrato che il TOSCA è equivalente, e forse superiore, allo SCAAI (Tangney, Wagner e Gramzow, 1992). Le stime riportate della coerenza interna (alfa di Cronbach) per le scale di Vergogna e di Colpa erano rispettivamente di .76 e .66 (Tangney, Wagner e Gramzow, 1992). In questi studi, i coefficienti alfa per la sottoscala Vergogna del TOSCA erano .62 e .66, e per la sottoscala Colpa .74 e .64.
Il Guilt Inventory (GI: Kugler e Jones, 1992) è un questionario di auto-somministrazione a 45 voci che include le sottoscale di Colpa di Tratto, Colpa di Stato e una Scala di Standard Morali. Gli autori definiscono la colpa come "il sentimento disforico associato al riconoscimento di aver violato uno standard sociale o morale rilevante dal punto di vista personale", una definizione coerente con l'uso quotidiano. La Colpa di Tratto è definita come un senso di colpa che va oltre le circostanze immediate. La Colpa di Stato indica sentimenti di colpa attuali basati su trasgressioni attuali o recenti. Gli standard morali sono definiti come un codice di principi morali senza riferimento a comportamenti o credenze specifiche. Le voci di Colpa di Stato e di Tratto sono distinte da riferimenti temporali (per es. "Io spesso", "Recentemente", "Ultimamente"). Una voce di Colpa di Stato recita: "Attual-mente non mi sento particolarmente colpevole per niente di ciò che ho fatto", mentre una voce di Colpa di Tratto dice: "Di frequente mi odio per qualcosa che ho fatto". Le voci di Standard Morali sono scritte senza alcun riferimento a specifiche credenze morali o a specifici comportamenti, e rappresentano soltanto principi morali piuttosto astratti. Una voce di Standard Morali dice: "Credo in interpretazioni rigide di giusto e sbagliato". Kugler e Jones (1992) hanno riportato una coerenza interna (alfa di Cronbach) per la Colpa di Tratto di .89, per la Colpa di Stato di .83, e per gli Standard Morali di .81, in un campione di 1041 adulti. Riprove di attendibilità su un intervallo di dieci settimane erano .72 per Colpa di Tratto, .56 per Colpa di Stato e .81 per Standard Morali. Nello Studio 1, il coefficiente alfa per la Colpa di Tratto era di .84, per la Colpa di Stato .82 per gli Standard Morali .65.
Il Brief Symptom Inventory (BSI: Derogatis, 1993) è un questionario di auto-somministrazione a 50 voci che valuta sintomi psichiatrici e psicopatologia. Questa misura è derivata dalla Symptom Checklist-90, ed è essenzialmente una forma breve dell' SCL-90R. Il BSI ha nove dimensioni: Somatizzazione, Ossessivo-Compulsivo, Sensibilità Interpersonale, Depressione, Ansia, Ostilità, Ansia Fobica, Ideazione Paranoide e Psicoticismo. E' stato dimostrato che il BSI ha attendibilità e validità adeguate (Block, 1978). Derogatis e Melisaratos (1983) riportano una coerenza interna (alfa di Cronbach) dal .71 allo .85 per tutte le dimensioni. La riprova di attendibilità varia da .68 a .91. Gli autori descrivono anche una buona validità convergente, discriminante e predittiva.
Il Beck Depression Inventory (BDI: Beck, 1972) è una misura di depressione frequentemente usata, attendibile e ben convalidata. Il BDI è un questionario di auto-somministrazione a 21 voci che descrive sintomi depressivi di tipo cognitivo, affettivo e vegetativo.
Il Self-Esteem Inventory (SEI: Coopersmith, 1993) è un questionario di auto-somministrazione a 25 voci che ha il fine di misurare atteggiamenti verso se stessi in aree di esperienza sociali, accademiche, familiari e personali. Le coerenze interne sono state descritte come oscillanti da .87 a .92 (Kimball, 1972).

Procedura
Negli Studi 1 e 2 ai soggetti è stato presentato l'insieme degli strumenti come descritti sopra, con un questionario relativo a dati demografici ed una lettera di presentazione. In questa lettera lo studio era descritto come un'indagine sulla relazione tra "emozioni ed esperienze di vita". Si poneva l'accento sul fatto che la partecipazione era volontaria ed anonima, e si chiedeva ai soggetti di non scrivere alcuna informazione che potesse identificarli su nessuno dei materiali. Si era rinunciato ad un consenso informato scritto a causa della carattere anonimo della partecipazione. Ai soggetti è stato chiesto di riempire i questionari e di restituirli tutti insieme ai ricercatori; per il completamento ci sono voluti da 40 a 75 minuti.

Risultati
La Tabella 1 presenta la matrice di correlazione tra tutte le sottoscale di colpa e vergogna usate nello Studio 1. La vergogna si è correlata significativamente con tutte le misure di colpa; la sua correlazione con Colpa da Odio nei Confronti di Sè, con Colpa del Sopravvissuto e con Colpa TOSCA era particolarmente forte. Le correlazioni tra le sottoscale dello IGQ-67 erano statisticamente significative. La sottoscala Colpa da Responsabilità
Onnipotente era correlata in modo particolarmente solido con la sottoscala Colpa del TOSCA, che una precedente ricerca ha mostrato essere associata con un buon adattamento sociale. La matrice dimostra la validità di costrutto per le sottoscale di colpa dello IGQ-67.
La Tabella 2 presenta le correlazioni tra le sottoscale dello IGQ-67 e tutte le misure di psicopatologia sia dello Studio 1 che dello Studio 2. Sono mostrate sia le correlazioni bivariate tra le sottoscale che le correlazioni parziali delle sottoscale, escludendo la varianza condivisa con la sottoscala Vergogna del TOSCA. I risultati indicano che Colpa del Sopravvissuto e Colpa da Odio nei Confronti di Sè erano significativamente correlate con tutti gli indici di psicopatologia ed entrambe mantenevano una correlazione significativa dopo l'eliminazione della loro varianza condivisa con Vergogna. La Colpa di Separazione era significativamente correlata con tutte le sottoscale del BSI, ma non era significativamente correlata col Beck Depression Inventory o col Self-Esteem Inventory nello Studio 2. Una volta eliminata la varianza condivisa tra Colpa di Separazione e Vergogna, le correlazioni tra Colpa di Separazione e Ossessivo-Compulsivo, Depressione, Ansia e Ostilità non erano più significative. I risultati per la sottoscala Colpa da Responsabilità Onnipotente sono di difficile interpretazione; le correlazioni bivariate della sottoscala Colpa da Responsabilità Onnipotente con le sottoscale BSI di Depressione, Ansia, Ostilità e Ansia Fobica non erano statisticamente significative. Nondimeno, le correlazioni tra questa scala, il BDI ed il SEI erano altamente significative. Una volta eliminata la varianza condivisa tra Colpa da Responsabilità Onnipotente e Vergogna, la sola correlazione statisticamente significativa che restava era con il BDI.
La Tabella 3 riporta le correlazioni tra le misure di psicopatologia e le sottoscale di colpa del GI e del TOSCA. Per le sottoscale Colpa di Stato e di Tratto del GI sia le correlazioni bivariate che quelle parziali (eliminando le varianze condivise con vergogna) con tutte le sottoscale BSI erano statisticamente significative. Nessuna delle correlazioni bivariate o parziali tra Standard Morali e le sottoscale del BSI era statisticamente significativa. La sottoscala Colpa del TOSCA non era significativamente associata con la maggior parte delle sottoscale del BSI. Sono state trovate correlazioni statisticamente negative tra la sottoscala colpa del TOSCA e le sottoscale Ansia e Ansia Fobica del BSI (i segni di tutte le correlazioni erano negativi). Anche la correlazione tra la sottoscala Colpa del TOSCA ,il BDI e il SEI non era statisticamente significativa. Dopo aver eliminato la sua varianza condivisa con Vergogna, la sottoscala Colpa del TOSCA era correlata in modo significativamente negativo con tutte le sottoscale del BSI, e restava non correlata col BDI e col SEI.
La Tabella 4 presenta le correlazioni bivariate tra la sottoscala Vergogna del TOSCA e tutte le misure di sintomi psicologici nello Studio 1 e 2. Inoltre sono presentate le correlazioni parziali con tutte le sottoscale di colpa avendo eliminato la varianza condivisa con Vergogna. Vergogna era correlata significativamente con tutte le misure di psicopatologia con l'eccezione delle sottoscale Somatizzazione ed Ansia Fobica del BSI. Una volta eliminata la sua varianza condivisa con la sottoscala Colpa del TOSCA, Vergogna si correlava significativamente con tutte le sottoscale del BSI, e con il SEI, ma non con il BDI. Queste conclusioni sono coerenti con precedenti risultati riportati da Tangney (1995). Inoltre, quando le varianze condivise tra Vergogna e Colpa di Separazione, Colpa da Onnipotenza e Standard Morali erano eliminate dai punteggi delle sottoscale di Vergogna, i residui di Vergogna rimanevano significativamente correlati con la maggior parte delle misure dei sintomi psicologici. Vale la pena notare che quando le varianze condivise tra Vergogna e Colpa del Sopravvissuto, Colpa da Odio nei Confronti di Sè e Colpa di Tratto erano eliminate, i residui di Vergogna non erano significativamente correlati con la maggior parte delle misure di psicopatologia. I punteggi di Vergogna residuali per la Colpa di Stato producevano un sistema meno coerente di correlazioni con le misure sintomatiche.

Discussione
I risultati di questo studio danno sostegno a quelli di alcuni studi precedenti (Meehan et al, 1995; Menaker, 1995; O'Connor, 1995; O'Connor et al., in stampa) nel sottolineare il significato della colpa nella psicopatologia. Secondo i risultati di questo studio, usando la definizione di colpa come spiacevole sentimento di imbarazzo collegato alla paura di far del male agli altri, alcuni tipi di colpa possono essere tanto importanti quanto la vergogna, o più importanti della vergogna, nelle dinamiche di molti sintomi psicologici e stati di angoscia. Questo studio ha trovato che la colpa del sopravvissuto, con la vergogna esclusa, rimaneva significativamente associata con tutti i sintomi del BSI, BDI e SEI. D'altro canto la vergogna, con la colpa del sopravvissuto esclusa, perdeva la sua associazione significativa con tutti i sintomi del BSI ad eccezione di due - Sensibiltà Interpersonale e Psicoticismo. La vergogna non era più significativamente correlata con il Beck Depression Inventory, ma rimaneva significativamente correlata con l'auto-stima. Si è anche constatato che Colpa da Responsabilità Onnipotente, mentre inizialmente era associata con la sintomatologia, perdeva la sua associazione significativa una volta che la vergogna era esclusa, salvo che per una correlazione moderatamente significativa con la depressione come misurata dal BDI. La Colpa di Separazione era inizialmente correlata alla maggior parte delle sottoscale del BSI, e in modo particolarmente solido con Sensibilità Interpersonale, Ansia Fobica, Ideazione Paranoide, Psicoticismo e con il Global Severity Index. Non ha mostrato associazione col BDI e con il Self-Esteem. Quando la varianza condivisa con la vergogna è stata eliminata, molte associazioni sono diventate più deboli, sebbene solo quattro abbiano perso di significatività.
Questo studio ha trovato che la sottoscala Colpa da Odio nei Confronti di Sè dello IGQ-67, una sottoscala meno collegata alla paura di far del male agli altri e più
direttamente indicativa del tipo di crescente monologo autopunitivo proprio di persone con forti sensi di colpa, è la più solidamente e indipendentemente associata con la psicopatologia di tutte le sottoscale di ogni strumento usato. La Colpa del Sopravvissuto, quando è stata depurata della varianza condivisa con la Colpa da Odio nei Confronti di Sè, perde le associazioni significative con tutte le sottoscale del BSI. Questo suggerisce che la colpa del Sopravvissuto, indipendente da affermazioni di odio nei confronti di se stessi, potrebbe non essere così dannosa per la psicologia di una persona. Ad ogni modo, la forte correlazione tra le due sottoscale (r = .60) suggerisce che esse sono interconnesse. Clinici autorevoli hanno suggerito che queste voci della sottoscala Colpa da Odio nei Confronti di Sè erano il tipo di affermazioni auto-punitive fatte da pazienti che soffrivano di coscienze particolarmente severe o di "super-io sadici" (Bush, 1989). Queste affermazioni erano considerate forme di acquiescenza o di identificazione con genitori che li avevano maltrattati, trascurati o odiati. Le persone accettano questi tipi di sottomissioni per andare d'accordo con i loro genitori, per mantenere perfino i rapporti più dannosi. Questa sottoscala rappresenta così un tipo indiretto di colpa interpersonale. La sottoscala Colpa da Odio nei Confronti di Sè è fortemente correlata ad una persona con sentimenti di vergogna, ma quando la varianza condivisa con la vergogna è eliminata, essa rimane significativamente correlata a tutte le sottoscale di psicopatologia e angoscia. Questa sottoscala condivide anche delle caratteristiche con lo Automatic Thoughts Questionnaire (Hollon and Kendall, 1980), un test sviluppato da ricercatori cognitivi che ritengono che i pensieri negativi che capitano automaticamente producano direttamente sintomi psicologici. Secondo la teoria di Weiss, i tipi di affermazioni negative nei confronti di sè che appaiono sullo IGQ-67, così come quelle che appaiono sullo Automatic Thoughts Questionnaire, riflettono il comportamento di una persona che punisce se stessa, o che sminuisce se stessa, per accondiscendere genitori apertamente critici, oppure per cercar di evitare la sensazione di star meglio di altri, cioè per difendersi dalla colpa del sopravvissuto. Questo studio è per sua natura su correlazioni e non può essere stabilita la priorità causale tra le variabili.
I risultati di questo studio sottolineano ulteriormente il ruolo della colpa quando si esaminano le associazioni con misure più generali di colpa maladatattiva, specificamente le sottoscale di Tratto e di Stato del Guilt Inventory. Sia la colpa di Stato che quella di Tratto erano significativamente associate con tutti i sintomi psicologici valutati dal BSI, anche dopo aver eliminato la varianza condivisa con la vergogna, suggerendo che le affermazioni o le descrizioni di sentimenti di rimorso e di colpa indipendenti dal contesto siano in generale una componente significativa dell'angoscia psicologica. Questi risultati, combinati con quelle associazioni trovate tra le sottoscale dell'IGQ-67 ed i sintomi psicologici, contraddicono fortemente il suggerimento di Tangney et al. secondo cui "la colpa non aggravata dalla vergogna non è collegata al disadattamento psicologico" (Tangney, Burggraf e Wagner, 1995, pagg. 357-358).
Questi risultati hanno ripetuto quelli descritti da Tangney e dai suoi colleghi (1992, 1995) nello scoprire che la colpa misurata dal TOSCA non era correlata o era associata per lo più negativamente con la sintomatologia, confermando l'opinione secondo cui la colpa TOSCA è una misura di colpa adattativa. La vergogna, una volta esclusa la colpa valutata dal TOSCA, restava significativamente correlata con un'ampia gamma di sintomi psicologici. Comunque, dato l'effetto dell'eliminazione degli altri tipi di colpa misurati in questo studio, sembra che la vergogna stessa sia di gran lunga limitata nella sua associazione esclusiva con l'angoscia psicologica, nonostante sia ovvio che l'esperienza della vergogna sia estremamente spiacevole.
È interessante notare che la misura TOSCA di colpa era più altamente correlata con la sottoscala Colpa da Responsabilità Onnipotente dello IGQ-67, che è apparsa in questi risultati come meno associata con la psicopatologia delle altre sottoscale dello IGQ-67. Così si può suggerire che alcune forme di preoccupazione di far del male agli altri siano maladattative, mentre altre non lo siano. In modo specifico, la preoccupazione di essere più ricchi di altri sembra esser dannosa a tutti gli aspetti del benessere emotivo, mentre una generale preoccupazione relativa al render gli altri felici sembra associata con la depressione soltanto su una misura, e può collegarsi ad una salutare empatia e di fatto essere adattativa.
Questi risultati confermano l'importanza per la psicopatologia di una eccessiva e irrazionale colpa interpersonale, in particolare Colpa del Sopravvissuto e Colpa da Odio nei confronti di se stessi, come delineato nella teoria di Weiss delle convinzioni patogene. Le convinzioni patogene spingono le persone ad avere paure esagerate di fare del male agli altri semplicemente perseguendo i loro normali obiettivi evolutivi. Secondo Weiss la colpa, che può avere un'origine e una funzione interpersonale e che può giocare un ruolo adattativo nel mantenimento delle relazioni sociali, può diventare eccessiva, irrazionale e inibente quando è legata a convinzioni patogene relative al perseguimento di obiettivi normali. Così la teoria di Weiss tratta della colpa fondata sull'altruismo, derivata da convinzioni patogene - specialmente Colpa del Sopravvissuto -, e la collega ad una serie di sintomi di cui la gente soffre. I risultati di questo studio confermano con forza l'ipotesi di Weiss.
La Colpa del Sopravvissuto e le convinzioni patogene ad essa associate sono spesso inconsapevoli quando i pazienti presentano inizialmente i loro problemi. Di fatto molti pazienti frequentemente prima descrivono se stessi come inadeguati o carenti, sintomo che corrisponde a vergogna e odio nei confronti di sè e che dopo un periodo di terapia finisce per essere interpretato come un modo per ridurre la Colpa del Sopravvissuto. Cioè i pazienti possono servirsi costantemente di un discorso negativo su di sè, di una denigrazione di sè e di sentimenti di vergogna per proteggersi dalla sensazione di essere in condizioni migliori di familiari, fratelli o altre persone amate. Nel momento in cui i pazienti diventano coscienti della loro colpa del sopravvissuto e delle convinzioni patogene che la causano sono in grado di contrastare tali convinzioni nel lavoro con i loro terapeuti, nei gruppi di auto-aiuto, o in altre relazioni o esperienze correttive. Man mano che essi modificano queste convinzioni la loro Colpa del Sopravvissuto si riduce, e con essa i loro sintomi (O'Connor, 1995). Weiss ha specificamente suggerito che pazienti che prima si presentano con sintomi che sembrano essere più correlati alla vergogna stanno spesso lottando inconsciamente con la Colpa del Sopravvissuto, e che il sentimento di vergogna può avere l'effetto di ridurre o di nascondere questa colpa. Egli descrive la vergogna, in alcuni casi, come un indicatore di forte e inconscia Colpa del Sopravvissuto.
È affascinante che lo Interpersonal Guilt Questionnaire, che era stato sviluppato per rendere operativi e sottoporre a verifica alcuni dei costrutti dell'attuale pensiero clinico sulla colpa, sia apparso in grado di identificare persone che a prima vista sono altamente inclini alla vergogna, e che soffrono anche di una forte Colpa del Sopravvissuto, sebbene sia probabile che tali persone possano non essere interamente consapevoli della loro Colpa del Sopravvissuto. Questi risultati, combinati con l'esperienza clinica, suggeriscono che un questionario basato su situazioni possa gettar luce su emozioni che non sono del tutto consapevoli.
Questi risultati hanno specifiche implicazioni cliniche per aiutare i pazienti a superare preoccupazioni irrazionali e inibenti di far del male agli altri, così come sentimenti di vergogna e di odio nei confronti di se stessi. Suggeriscono che la crescente comprensione che i pazienti hanno della Colpa del Sopravvissuto possa direttamente ridurre la loro vergogna o il loro odio nei confronti di sé, e che la vergogna e l'odio nei confronti di sé
possano spesso essere strettamente collegati. Inoltre, questi risultati suggerirebbero che il trattamento per la vergogna e per l'odio contro se stessi possa necessitare di un trattamento anche per la Colpa del Sopravvissuto. L'importanza di dimostrare questo collegamento con conclusioni empiriche sta nel fatto che l'inclinazione alla vergogna o all'odio contro se stessi può sembrare l'opposto di una forte Colpa del Sopravvissuto; cioè
le persone che sembra si vergognino di se stesse e si sentano inadeguate, essenzialmente stanno pensando di essere in condizioni peggiori degli altri, in parte anche come reazione al sentirsi in condizioni migliori degli altri.
Un limite di questo studio può esser trovato nel fatto che i suoi soggetti erano un campione giovane e non clinico di un importante istituto universitario statale della West Coast. È possibile che i particolari tipi di colpa analizzati possano presentarsi diversamente in un campione clinico. La Colpa di Separazione potrebbe essere più fortemente associata con la psicopatologia quando essa appaia in un campione di soggetti più anziani. E la vergogna può essere un problema più centrale in un campione clinico. Il rapporto tra colpa, vergogna e sintomatologia può differire in campioni clinici rispetto a campioni non-clinici.
Nonostante questi limiti, questo studio suggerisce che la colpa derivata da convinzioni e paure relative al far del male agli altri può essere di importanza centrale nello sviluppo e nel mantenimento della psicopatologia, e che il trattamento della vergogna può aver bisogno di includere un focus sulla colpa interpersonale e in particolare su quella del sopravvissuto. Dovrebbero essere condotti altri studi che guardino alla relazione tra queste variabili utilizzando campioni clinici, e sarebbero anche consigliati confronti di gruppi clinici e non-clinici sulla base di queste misurazioni.

Note degli Autori
Lynn E. O'Connor, Ph.D., The Wright Institute and The San Francisco Psychotherapy Research Group; Jack W.Berry, Ph.D., The Wright Institute and The San Francisco Psychotherapy Research Group; Joseph Weiss, M.D., The San Francisco Psychoanalytic Institute, University of California, San Francisco, and The San Francisco Psychotherapy Research Group.
Questa ricerca è stata sostenuta da una donazione del Miriam F. Meehan Charitable Trust, 1993, 1994 e 1995 e da una donazione della Broitman Foundation per il 1993, 1994, 1995. Gli autori desiderano ringraziare Michael Simon, Dina Schweitzer, Elizabeth Echt, Kelly Mc Mullin e Sarah Carroll per i loro utili contributi al completamento di questi studi.
La corrispondenza riguardante questo articolo può essere inviata a Lynn O'Connor, The San Francisco Psychotherapy Research Group, 2420 Sutter Street, San Francisco CA 94115. Messaggi di posta elettronica possono essere inviati a loconnor@wrightinst.edu.














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*Ph.D., The Wright Institute and the San Francisco Psychotherapy Research Group
**M.D., The San Francisco Psychoanalytic Institute, University of California, San Francisco, and the San Francisco Psychotherapy Research Group, San Francisco, CA




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