CLINICA E TERAPIA

Il Disturbo da Attacchi di Panico

"In un attimo tutto cambiò: il cuore cominciò a battere velocemente, troppo velocemente, mi sembrava di soffocare, le gambe non mi reggevano in piedi e pensai che dopo poco sarei svenuta. E poi la paura, profonda e angosciante, che tutto ciò fosse il segnale di una grave malattia, un infarto cardiaco, un'emorragia cerebrale, o qualcosa di simile: dovevo chiedere aiuto, farmi visitare, farmi curare, altrimenti sarei morta dopo poco tempo, ne ero sicura ..."

Il Disturbo da Attacchi di Panico inizia molto spesso in questo modo, con un attacco improvviso, inaspettato e devastante. In altri casi gli attacchi iniziali sono meno clamorosi, ma comunque sempre piuttosto caratteristici. L'Attacco di Panico è infatti caratterizzato dall'improvvisa comparsa di intenso disagio, che va dalla paura indefinita fino alla sensazione di vero e proprio terrore (paura di morire, paura di impazzire o di perdere il controllo), che accompagna una serie di disturbi fisici, diversi da caso a caso ma riportabili comunque in una serie definita di sintomi: tachicardia, oppressione al torace, vertigini, aumento della sudorazione, tremore, nausea, dolori addominali, sensazione di soffocamento, formicolii, vampate di calore o sensazione di freddo, sensazione di svenimento. In genere l'attacco vero e proprio dura poco tempo, qualche minuto, ma lo stato di apprensione, la paura e alcuni disturbi fisici possono permanere a lungo. Comunque il soggetto è convinto che si tratti di una grave patologia fisica e richiede un immediato controllo medico: quasi tutti i pazienti sofferenti di Disturbo da Attacchi di Panico sono stati visitati più volte al Pronto Soccorso, soprattutto all'inizio dei loro disturbi. Dato l'esito negativo dei primi accertamenti di routine (ECG, esami ematochimici, radiografie) in molti casi inizia la ricerca affannosa della causa del malessere: in questo percorso i pazienti finiscono per farsi visitare da una serie di specialisti, ognuno dei quali richiede ulteriori indagini: gastroscopia e ecografie, TAC, RMN, e una serie di indagini ematochimiche per valutare la funzionalità epatica, renale, tiroidea, e così via. Il risultato di questi accertamenti è sempre negativo ( a meno di patologie concomitanti, che comunque non possono spiegare gli episodi di malessere), ma tutto ciò non è rassicurante per il paziente; tutti i medici continuano a dire di stare tranquillo, ma le crisi continuano a verificarsi e il paziente prosegue la ricerca della causa del proprio malessere.


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A cura di Geko Sistemi