CLINICA E TERAPIA

Gli psicofarmaci

Mario Di Fiorino
Primario del reparto di psichiatria dell'ospedale di Viareggio
L'impiego di farmaci attivi sul sistema nervoso centrale (psicofarmaci) per la cura dei disturbi mentali è relativamente recente, risalendo all'inizio degli anni Cinquanta.

Con il passare del tempo si è assistito a un sempre maggiore interesse nella ricerca di nuovi composti al fine di scoprire il farmaco specifico per ogni tipo di disturbo o dimensione (ad esempio impulsività, aggressività). Si è cercato di approfondire le conoscenze sui meccanismi di azione e sulle proprietà terapeutiche, con particolare attenzione alla selettività, all'efficacia, alla presenza di effetti collaterali e al rischio di tossicità. Questo è testimoniato dalla produzione di una vastissima letteratura scientifica, tanto che la Psicofarmacologia può essere oggi considerata una branca autonoma in campo psichiatrico.

Sicuramente l'introduzione degli psicofarmaci ha modificato il destino dei pazienti affetti da malattia mentale, che fino ad allora era caratterizzato da lunghi periodi di ricovero in Qspedale Psichiatrico con l'utilizzo di presidi terapeutici voIlti soltanto al contenimento o alla sedazione. lo psicofarmaco può quindi essere considerato un fattore di non minimale importanza per l'attuazione della riforma psichiatrica. Esso ha contribuito a rinforzare il cambiamento culturale nei confronti della follia e ha consentito una riduzione del tempi di degenza. Tuttavia un eccessiva enfasi a questo riguardo sarebbe sbagliata. Se sono indubitabili gli effetti terapeutici del farmaco, va raccomandato che il suo impiego si inserisca in un più vasto e articolato progetto terapeutico.


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A cura di Geko Sistemi