ABUSI IN PSICHIATRIA

Gli abusi della psichiatria in Unione Sovietica: una testimonianza.

È noto che il trattamento di pazienti psichiatrici richiede talvolta l'adozione di misure coercitive per garantire la loro sicurezza e quella delle persone a loro vicine.
Da sempre in Unione Sovietica si adottano nei confronti dei malati di mente misure coercitive come la visita psichiatrica obbligatoria e il trattamento obbligatorio.
Oggi si parla dovunque di riforme in tutti i settori della vita socio-politica ed economica dell'URSS. Alcuni avranno già sentito parlare della nuova "Disposizione" per l'assistenza ai pazienti affetti da malattie psichiche in vigore dal 1 marzo 1988.
Ecco cosa è scritto, letteralmente, al punto "9" di questa disposizione:
"La persona che compia atti che diano motivi sufficienti per supporre in lei l'esistenza di un disturbo psichico accentuato e che in tal modo turbi l'ordine pubblico, oppure violi le norme della convivenza socialista e che inoltre rappresenti un pericolo diretto per sé e per gli altri, può essere sottoposta alla visita preliminare senza il suo consenso, quello dei suoi parenti o dei suoi rappresentanti legali".
Si deve notare che per primo viene contemplato il turbamento dell'ordine pubblico e "delle leggi della convivenza socialista" e solo in secondo luogo il pericolo per sé e per gli altri. Nella direttiva del 21 marzo 1988 si parla del fatto che tale esame medico può essere sollecitato da parenti, da organi statali, da istituzioni pubbliche, da conoscenti e da vicini.
Qualsiasi intervento giuridico è perciò escluso. La competenza spetta solo allo psichiatra o addirittura ad un medico che lo sostituisca nelle sue funzioni. Il ricorso è possibile solo a fatto compiuto.
Al trattamento obbligatorio negli ospedali psichiatrici con regimi vari sono sottoposte persone malate di mente che abbiano commesso delitti in stato di infermità mentale, oppure che si siano ammalate mentre scontavano una pena.
La decisione di tale cura spetta al tribunale.
Oltre ai quadri dominati da allucinazioni, idee o umore deliranti, noti per la loro pericolosità, al primo posto viene indicato il seguente quadro clinico psichiatrico: "sindrome simile alla psicopatia con attività comportamentale esaltata e disturbi delle pulsioni", come pure gli stati ipomaniacali "con disibinizione e pseudointraprendenza".
La direttiva ufficiale "sull'ordine di adozione di misure coercitive" enumera i seguenti fattori socio-psicologici come aggravanti del rischio di un comportamento socialmente pericoloso:


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A cura di Geko Sistemi