PSICOPATOLOGIA

Validità e limiti delle formulazioni energetiche in psicologia e psicopatologia

Nell'edizione del 1913 del suo trattato di psichiatria Kraepelin si chiede quale puт essere il disturbo di base (Grundstцrung) che soggiace alle diverse forme cliniche raccolte da lui nel gruppo della Dementia praecox. Tale edizione documenta sotto certi aspetti una svolta nel pensiero kraepeliniano in linea certamente con gli sviluppi osservabili nelle edizioni precedenti del suo trattato di psichiatria, ma che è stata influenzata senz'altro anche dal confronto con le teorie esposte da Eugen Bleuler nel suo "Dementia praecox oder die Gruppe der Schizophrenien" del 1911.
Kraepelin ha avuto il merito di aver cercato di raggruppare alcune entitа nosologiche, fino ad allora descritte come autonome, sottolineandone l'analogia del decorso che portava a quel deterioramento della persona e a quell'insabbiamento affettivo che consentiva di parlare di Dementia praecox.
L'approccio diagnostico kraepeliniano si è sviluppato, soprattutto agli inizi, per mezzo dell'osservazione longitudinale. Nella prima edizione del trattato di psichiatria del 1883 Kraepelin descrive una "demenza primaria" come una forma di malattia mentale caratterizzata da una "trasformazione profonda e durevole della personalitа psichica" (1). Negli anni successivi questa particolare forma di "demenza" comprende anche altri quadri clinici e nella 5.a edizione del trattato del 1896 il capitolo sui "processi demenziali" (Verblцdungsprocesse) comprende tre forme: dementia praecox (cui viene ascritta l'ebefrenia), catatonia e delirio paranoideo (Psychiatrie, Barth, Lipsia 1896, pp. 425-470). Nell'edizione del 1913 il concetto di dementia praecox si и ulteriormente ampliato e comprende oltre alle forme simplex, ebefrenica, catatonica e paranoide anche una forma depressiva e una circolare (2). L'elemento comune a queste forme è la tendenza a un decorso evolutivo e a una compromissione progressiva della personalitа, che portano a quello stato terminale residuale (Defekt) a differenza di altre psicosi acute, che presentano invece una remissione pressochè totale della sintomatologia e quindi una certa 'restitutio ad integrum' Proprio la progressivitа della malattia faceva ipotizzare l'esistenza di un 'processo', che costituiva la vera base della malattia e che consentiva pure di accomunare quadri clinici cosм.differenti.


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A cura di Geko Sistemi