CLINICA E TERAPIA

Opinioni di uno psichiatra di ispirazione Heideggeriana sulla psicoterapia (*)

Premetto che parlerò qui della mia psichiatria ispirata ad Heidegger postKehre e all 'ermeneutica di Gadamer; spero che quel "mia" non incontrerа la solita naive obiezione di soggettivismo. Quella parte della psichiatria, che molti credono costituire tutta la psichiatria, quella che si svolge sul piano scientistico causalistico, è ovviamente immune da ogni accusa di soggettivismo, ma la psichiatria è anche e soprattutto ermeneutica: si svolge sul piano dei significati, del comprendere e dell'interpretare; ad esempio ispirandosi alla fenomenologia di Husserl, a quella di Jaspers, all'esistenzialismo del "primo" e alla ontologia del "secondo" Heidegger. La verità ermeneutica non è ovviamente confutabile, come non è dimostrabile con sillogismi ed è caratterizzata dall'implicare un cambiamento sia dell'interprete che dell'interpretato. E a sua volta è capace di essere compresa ed interpretata, nel prodursi di una serie di "eventi". Così avviene nel mondo dell'estetica, della storia: nell'universo umano che sia fuori del mondo cosificato del "sé", del tempo degli orologi. E anche valido, per questa psichiatria, il principio di polivocitа del conoscere ermeneutico: e un bell'esempio ci è dato dal principio di sopradeterminazione di Freud. Ed io amo insistere citando un lavoro di Blankemburg (1) sulla"convergenza", sul piano ermeneutico, della daseinanalisi e della psicanalisi nella schizofrenia. Che la psicanalisi non sia scienza (e quindi non confutabile alla Popper) è ovvio: e dire ciò non è fare una critica negativa alla psicanalisi, anzi.


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A cura di Geko Sistemi