CLINICA E TERAPIA

Gli psicofarmaci nella pratica terapeutica
i farmaci antidepressivi. Criteri di scelta e strategie terapeutiche

I criteri di scelta
Nella categoria dei farmaci antidepressivi (AD) rientrano una serie numerosa di composti che hanno caratteristiche farmacodinaniche, farmacocinetiche e tossicologiche differenti. All'interno di questa categoria è possibile infatti distinguere numerose classi che si caratterizzano prevalentemente per la diversa attività svolta sulle amine biogene a livello centrale e periferico (Tabella 1).
Data l'ampia varietà di composti disponibili è importante seguire precisi criteri di riferimento. I più importanti parametri da considerare sono i seguenti: a) anamnesi farmacologica, b) efficacia antidepressiva, c) effetti indesiderati, d) tossicità da sovradosaggio, e) interazioni farmacologiche, f) costo di acquisizione.

Anamnesi farmacologica. Prima di scegliere il farmaco AD è sempre opportuno raccogliere un'accurata anamnesi farmacologica che permetta di stabilire con esattezza la eventuale risposta del paziente rispetto a precedenti trattamenti farmacologici. L'elevata probabilità che un paziente risponda a farmaci AD che hanno dato risultati soddisfacenti in episodi depressivi precedenti è un dato noto in letteratura. Ad esempio, esiste una riproducibilità della risposta antidepressiva del 90% circa in pazienti trattati con gli SSRI fluoxetina e fluvoxamina.
Efficacia antidepressiva. Un parametro decisivo nella scelta del farmaco AD è rappresentato dalla sua efficacia nel trattamento della depressione maggiore (singola o ricorrente) e degli episodi depressivi della sindrome affettiva bipolare. La scelta deve quindi essere effettuata nell'ambito dei composti che presentano una documentata efficacia terapeutica e di cui esiste una buona esperienza anche a livello internazionale.
A questo proposito, l'analisi della letteratura, rappresentata dagli studi clinici controllati e dagli studi meta-analitici sull'efficacia dei trattamenti farmacologici nelle suddette forme depressive, costituisce una fonte essenziale ed insostituibile per distinguere tra i tanti farmaci presenti sul mercato quelli di provata efficacia da quelli che invece presentano una documentazione clinica non sufficiente per sostenerne un'azione antidepressiva specifica.
Tra i farmaci che presentano una documentazione clinica soddisfacente si possono includere: i TCA, gli SSRI, gli SNRI, i RIMA, il trazodone, la mianserina, il nefazodone, la mirtazapina, la reboxetina; per altri composti la letteratura risulta al momento ancora poco consistente. La scarsa "consistenza" della documentazione clinica per i suddetti farmaci è essenzialmente dovuta alla piccola quantità degli studi controllati effettuati e/o alle carenze metodologiche presenti nel disegno sperimentale degli stessi.
Si ricorda che tra i farmaci AD di provata efficacia antidepressiva esiste una sostanziale equivalenza terapeutica. Non esistono di fatto dati clinici affidabili che consentano di stabilire tra gli AD la superiorità, in termini di maggiore efficacia antidepressiva, di un farmaco rispetto ad un altro. Allo stesso modo non è documentata una maggiore rapidità d'azione di alcuni AD rispetto ad altri.


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A cura di Geko Sistemi