CLINICA E TERAPIA

Le fobie

L'ansia è legata in tali casi ogni volta a determinate rappresentazioni o avvenimenti, i quali determinano i timori più differenti e tormentosi. Nelle forme più leggere questi timori si osservano anche nella vita normale, ma l'impronta morbosa è data innanzi tutto dal modo di essere ostinato ed importuno, e anche dalla tormentosa vivacità con la quale l'immaginazione esaltata si figura ogni possibile dettaglio degli avvenimenti che si temono"
Kraepelin


In etologia viene definita reazione fobica la reazione di fuga del paramecio di fronte ad un ambiente sfavorevole, e che tende a peggiorare (A. Kuhn). E' evidente il valore teleologico per la conservazione della specie. In psicopatologia la fobia si definisce come una paura irrazionale verso oggetti o situazioni che non motivano razionalmente tale fobia.
La fobia è caratterizzata dalla presenza di ansia anticipatoria, quando il soggetto prevede di essere esposto allo stimolo fobico, e da condotte di evitamento, non precedute da attacchi di panico. Dalla definizione psicopatologica discende la diagnosi differenziale tra fobia e ossessione. Con l'evitamento il fobico riesce ad "essere protetto dal manifestarsi della sua disposizione all'angoscia.
AII'anancastico invece un simile scansamento dell'occasione perturbatrice non basta, poichè il disturbo scaturisce dal profondo della sua esistenza, dal suo pensiero, dalle sue fantasie, dal complesso delle sue tendenze istintive e crea l'occasione che ha il compito di ovviare all'altra" (von Gebsattel, 1938).
Sulla base della risposta al trattamento, l'età di esordio e il decorso, Isak Marks (1969) ha separato la fobia sociale dalle altre fobie.


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A cura di Geko Sistemi