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Cesare Lombroso (1836-1909)

Cesare Lombroso, psichiatra italiano, è considerato il fondatore dell’antropologia criminale. Divenne famoso alla fine dell’ottocento per la sua teoria sulla relazione tra fisiognomica e tendenze criminali. Studiando le caratteristiche somatiche di soggetti detenuti e condannati a morte, Lombroso ipotizzò che l’innata tendenza a delinquere di alcuni individui fosse desumibile dalla presenza di particolari tratti somatici quali: dimensione e forma del cranio e della mandibola, fronte sfuggente, naso trilobato, tatuaggi etc. Queste anomalie (“stigmata“) rappresentavano il riemergere in senso anti-evolutivo di caratteristiche scimmiesche e dell’uomo primitivo, (atavismo), che si perpetuavano negli ambienti rurali e nel degrado dei sobborghi urbani, dove i comportamenti violenti potevano divenire adattivi per la sopravvivenza.
Esaminando le caratteristiche fisiche era quindi possibile individuare i potenziali gli autori di delitti ed elaborare strategie di punizione e prevenzione del crimine, che dovevano essere attuate mantenendo però un atteggiamento di umana comprensione verso questi soggetti costituzionalmente incapaci di astenersi dal commettere crimini e portati dalla biologia alla delinquenza.
Le teorie di Lombroso ebbero un’ampia diffusione, testimoniata dalle molte traduzioni delle sue opere tra cui la principale è “L’uomo delinquente” (1876) ma furono anche oggetto di acceso dibattito principalmente per le scarse basi scientifiche delle sue osservazioni, ma anche per il progressivo affermarsi agli inizi del novecento delle teorie che vedevano nei fattori ambientali e nella società le principali cause della criminalità.
Elisabetta Coli







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A cura di Geko Sistemi